UAM, portiamo pazienza...

Se il vostro desiderio per il 2022 era quello di salire su un taxi volante, mi spiace dirvi che dovrete spostare un po’ più in là l’appuntamento con l’aria, almeno secondo Morgan Stanley.


Un primo rapporto della banca d’investimento americana, "Flying Cars: Investment Implications of Urban Air Mobility", redatto nel dicembre 2018, prevedeva che il mercato UAM sarebbe valso 1,5 trilioni di dollari nel 2040. Il nuovo rapporto, uscito alcuni mesi fa, rivede tale cifra al ribasso a 1 trilione non tanto a causa delle tecnologie e innovazioni a disposizione, quanto alla difficoltà, comprensibile, di certificare questi mezzi sia negli Stati Uniti che in Europa. Addirittura, per il 2030, MS ha ridotto la stima TAM (Total Addressable Market, ossia il fatturato teoricamente generabile indirizzando un determinato mercato) negli Stati Uniti di quasi il 75%, da 45 miliardi di dollari a soli 12 miliardi.


Nonostante lo spostamento al 2040 dell’orizzonte temporale degli investimenti, la società resta fiduciosa sullo sviluppo del settore: gli aerei eVTOL, ossia a decollo ed atterraggio verticale con motore elettrico o ibrido, infatti, potrebbero essere trasformativi come lo furono le automobili all'inizio del XX secolo e le compagnie aeree commerciali dopo la seconda guerra mondiale, portando cambiamenti radicali alla modalità di trasporto, reinventando e rivoluzionando completamente le dimensioni del mercato stesso. Entro il 2050 Morgan Stanley prevede che il mercato globale di eVTOL varrà 9 trilioni di dollari - fino al 6% del prodotto interno lordo globale, compresi anche i servizi (per confronto, il mercato dell’auto in senso stretto, solo manifattura, rappresenta oggi il 3% del PIL globale).


Quello che cambia nel rapporto pubblicato non è però solo per la quantità, ma anche la stima dell’utilizzo: nella prima pubblicazione si parlava del 28% per il trasporto merci, percentuale che si alza, nell’ultimo rapporto, al 52%.


Il mercato della consegna urbana dei pacchi ora è più ampio secondo MS perché si deve considerare non solo l’ultimo miglio, ma anche la consegna su media distanza dai centri di distribuzione alle stazioni di consegna/negozi vicino alle aree urbane. Ciò dovrebbe consentire una penetrazione più rapida e semplice da parte degli eVTOL, che si troverebbero ad operare da e per località specificamente attrezzate fornendo al contempo un servizio slegato dal traffico rispetto ai mezzi su gomma mantenendone la flessibilità. MS stima approssimativamente, 70 miliardi di dollari di opportunità di fatturato aggiuntivo in questo settore intorno al 2040.



Naturalmente la lettura di Morgan Stanley è parziale. Se il focus passa dall’ultimo miglio, con carico utile da una ventina di chili e un raggio d’azione di una decina di chilometri, prestazioni già alla portata dei mezzi attuali, a servire le tratte intermedie, c’è bisogno di carichi utili almeno dieci volte più grandi e raggi d’azione di almeno cinquanta chilometri. Se si punta a sostituire almeno i veicoli su gomma che rientrano nella categoria dei commerciali leggeri (in Italia sino a 15 quintali), il carico utile sale a 700-800 chili. Considerando il peso delle batterie o della cella a combustibile, si tratta di un drone di almeno due tonnellate e mezzo di peso al decollo, non proprio bruscolini (equivalente a un Leonardo AW119, che è lungo 13 metri, alto 3,6 e ha un rotore del diametro di quasi 11 metri). Quel che è certo è che molte società stanno investendo in ricerca e sviluppo per lo sviluppo e la commercializzazione di questi velivoli, anche se per ora si concentrano sulle taglie piccole.


Intanto arriva il primo annuncio di un fornitore leader di aeromobili con equipaggio che entra nell'arena degli eVTOL passeggeri, delle auto volanti e della mobilità aerea urbana: lo spin-off di Morgan Stanley dedicata alla mobilità aerea urbana XEve UAM, che promette un veicolo nel 2026.

Il nome Embraer e l'esperienza nello sviluppo di velivoli dovrebbero aiutare Eve a realizzare ciò che potrebbe essere molto difficile per i concorrenti: la produzione su larga scala. Sebbene ci siano molti sviluppatori UAM, pochi hanno l'esperienza nella produzione di aeromobili che farà la differenza nella commercializzazione.


P.S. il 2026 è l’anno delle Olimpiadi Milano-Cortina, assegnate anche per la promessa di un collegamento aereo rapido senza limitazioni di orario e condizioni atmosferiche, e soprattutto sostenibile, tra le due sedi….

#staytuned


#AuroraMarin #UAM #droni #eVLOT

 

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