Ti mando un abbraccio (in delivery)

Stimolazione dell’ipotalamo e dell’amigdala, conseguente produzione di ossitocina, riduzione del livello di cortisolo e noradrenalina, incremento di dopamina, serotonina ed endorfine. Questo è l’effetto di un abbraccio in termini poco romantici e che, tradotto, significa diminuzione dello stress e benessere emotivo.


Esistono innumerevoli studi e volumi sugli effetti psico-socio-emotivi del tatto che illustrano scientificamente come il tocco contribuisca alla creazione della coscienza di sé fin dalle prime fasi della vita e come i recettori tattili, presenti nella pelle di tutti i mammiferi sociali, trasmettano segnali elettrico-chimici alle parti del cervello che elaborano le emozioni. Si tratta di una condizione la cui assenza si percepisce a livello anche fisico (tanto che si parla di "fame di pelle" o "fame di tatto").

Qualcuno si ricorderà quel movimento, nato in Australia nel 2014, denominato Free Huggs, gli abbracci gratis offerti da sconosciuti per le vie e le piazze del mondo.

Esiste anche un posto in cui si “producono abbracci”: si trova a Medellín, in Colombia, per anni tra i più alti posti in classica delle città più pericolose al mondo. È qui che è nel 2015 Viviana Otalvaro ha dato vita a Hugger Island: una comunità di donne che cuce huggers, creature dalle lunghe braccia appesantite in modo da rievocare un abbraccio umano e imitarne la sensazione. "L'Hugger non ha occhi né orecchie, perché tutto ciò di cui ha bisogno è un cuore", ha spiegato la fondatrice. "Se abbracci l'Hugger, stai abbracciando te stesso".


Hugger Island fa parte di quelle realtà, in luoghi remoti (per molti), che creano piccoli ma significativi “effetti farfalla”: questi abbracci non solo sostengono una comunità fragile come quella delle donne colombiane, ma portano il loro calore ben oltre i confini dell’America latina.

Le richieste di abbracci a Hugger Island sono aumentate nell’ultimo anno (da 3.000 a 8.000), complice l’isolamento dovuto alla pandemia. Inoltre, quando un cliente ne acquista uno, chi lo riceve ha la possibilità di inviare un Hugger a qualcun altro, bisognoso di un abbraccio, e per ogni Hugger comprato, ne viene donato uno agli ospedali o alle fondazioni.

Facile immaginare come un’organizzazione no-profit non fosse preparata a questo incremento di richieste, provenienti anche da Stati Uniti ed Europa. Per questo si è rivolta a HERE Technologies*, piattaforma che offre soluzioni per catene di approvvigionamento globali, in questo caso, approvvigionamento di abbracci.


In pratica, oltre a una cena o alla spesa in delivery, oggi è possibile spedire e ricevere anche un po’ di conforto. Perché non è solo il cibo ad essere una necessità primaria.

*HERE ha messo a disposizione delle piccole imprese che hanno necessità di gestire le consegne a fronte dell’aumento di ordini online, il suo servizio HERE WeGo Deliver gratuitamente fino a fine 2021.


#StefaniaNano

#delivery #HuggerIsland



 

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