Percezione di sicurezza e mobilità post Covid-19


Percezione. L’atto del percepire, cioè del prendere coscienza di una realtà che si considera esterna, attraverso stimoli sensoriali, analizzati e interpretati mediante processi intuitivi, psichici, intellettivi. [enciclopedia Treccani]


Sicurezza. La condizione che rende e fa sentire di essere esente da pericoli, o che dà la possibilità di prevenire, eliminare o rendere meno gravi danni, rischi, difficoltà, evenienze spiacevoli, e simili. [enciclopedia Treccani]


Percezione e sicurezza. Quando queste due parole sono nella stessa frase è quasi sempre perché un avvenimento ha stravolto completamente la nostra “percezione di sicurezza”. A livello collettivo capita per un attacco terroristico, ma può accadere anche per un’emergenza sanitaria. Basta un attimo ed ecco che questa sensazione modifica i nostri comportamenti.


Tendere la mano per presentarsi, ordinare un caffè al bancone dell’autogrill facendosi spazio sventolando lo scontrino, prendere la metro per andare in centro. Gesti e abitudini consolidati che hanno abbandonato le nostre routine in fretta e furia.


Mentre le città erano ancora in lotta per convincere i propri abitanti ad abbandonare le auto a favore del TPL, la bici o dei mezzi di sharing ecco che un avvenimento inatteso ha stravolto la nostra percezione di sicurezza. “Sarà igienico toccare la maniglia per appendersi all’autobus? Sarà covid o allergia quella della signora accanto a me sul tram che ha appena cercato di nascondere uno starnuto?”

Percezione di sicurezza.


Questo è il momento per le Istituzioni di analizzare le conseguenze e adottare politiche che indirizzino la mobilità individuale verso scelte più green.


Il Trasporto Pubblico Locale


Le misure di lockdown hanno ridotto fino al 90% l’uso dei mezzi pubblici da parte degli utenti, una contrazione che ha portato una perdita stimata ad oggi di 1,5 miliardi di euro per il TPL e 4 miliardi per il resto dei trasporti, compreso quello ferroviario.


La perdita non si fermerà con la fase 2: molti continueranno a lavorare in smart working, molte attività hanno chiuso, le persone sono tornate a utilizzare le auto o le biciclette per le piccole distanze e il ritorno ai mezzi pubblici sarà lento. Questi sono percepiti come poco sicuri per via dell’affollamento e dell’igiene. Si stima che il ritorno alla “normalità” (con flussi di traffico simili a quelli pre-crisi sanitaria) avverrà solo nel 2022, fra 20/24 mesi. Un’eternità per un settore industriale.

Un gruppo di ricercatori, imprenditori, esperti di comunicazione e mobilità si sono offerti come appoggio alla Task Force, il Comitato di esperti in materia economica e sociale scelto per affiancare il Governo a fronteggiare la crisi economico-sanitaria, e hanno lanciato un sondaggio online per costruire profili di comportamento e di propensione al cambiamento per meglio indirizzare gli sforzi per riprogettare l’esperienza di mobilità urbana (i risultati sono consultabili al link: https://bit.ly/3gE2TTO)


Dati che meritano un’attenta analisi e dai quali emerge ad esempio che i cittadini potrebbero rivalutare l’utilizzo dei mezzi pubblici se i mezzi venissero sanificati almeno due volte al giorno (65%), se ci fossero dispositivi di DPI a bordo (36%) oppure se fosse messa a disposizione una navetta aziendale (26%).

In questo nuovo scenario le aziende di trasporto dovrebbero rivedere il proprio modello di business e le politiche pubbliche ripensare la regolazione e la governance di questo settore. Collaborando anche con i Mobility Manager delle grandi aziende per una strategia che punti a offrire un servizio in linea con le richieste dei cittadini e che garantisca prima di tutto sicurezza ed efficienza.

Se vogliamo vedere il lato positivo è una grande prova e un’opportunità per un settore che in Europa vale il 5% del Pil, soprattutto perché non dobbiamo dimenticarci che prima del Covid stavamo tutti combattendo una battaglia per contrastare i cambiamenti climatici e ridurre l’inquinamento atmosferico. Battaglia per la quale i mezzi pubblici sono grandi alleati.


La micromobilità


Bicicletta. Non vi riporto la definizione della Treccani perché per descrivere il meccanismo ci vogliono davvero tante battute (vi lascio il link per conferma https://bit.ly/2MawPZJ), ma probabilmente se qualcuno dovesse scrivere adesso la definizione aggiungerebbe: mezzo di trasporto per favorire il distanziamento sociale. E ritorna ancora una volta la Percezione della sicurezza dei cittadini.

Basta un sabato pomeriggio di sole a Milano per vedere le strade riempirsi di biciclette. Tutto porta a pensare che Milano stia diventando una città del nord Europa. Ma è inevitabile chiedersi se con il caldo asfissiante e il freddo polare le persone saranno ancora appassionate delle pedalate o se l’entusiasmo lascerà presto posto alla comodità.


Nel sondaggio precedentemente citato emerge che in questi due mesi c’è stata una reale propensione all’utilizzo della bicicletta o dei mezzi di micromobilità: + 22% su percorsi di media distanza (3-12 km).

Il campione analizzato ha anche risposto che utilizzerebbe di più la bici se ci fossero strade più sicure (47%), se ci fossero più piste ciclabili (42%) e degli incentivi (15%).



Per tutelare l’entusiasmo e farlo durare nel tempo il Governo ha quindi promesso incentivi per l’acquisto di biciclette e monopattini elettrici e le amministrazioni locali hanno avviato lavori pubblici per aumentare i km di piste ciclabili.


Con il decreto legge “Rilancio” sono previsti incentivi per aiutare i cittadini a sostenere i costi di acquisto di biciclette e monopattini elettrici. Si tratta di un contributo pari al 60% della spesa sostenuta, e non superiore a 500 euro, usufruibile da maggiorenni che hanno la residenza in città (link per i dettagli e le FAQ: https://bit.ly/2BhosJC)


Il decreto ha anche cambiato il codice della strada inserendo due nuovi termini concretizzabili in elementi che vedremo nelle nostre strade:

Corsia ciclabile: una parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione sulle strade urbane dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. Questa soluzione permette di non dover separare fisicamente come per la pista ciclabile e di realizzare delle corsie in poco tempo.

Casa avanzata: una linea di arresto per le biciclette in posizione avanzata di almeno 3 metri rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli. Questo per far respirare meno smog ai ciclisti e per essere più visibili agli automobilisti.

Insomma, sembra che l’impegno a favorire la mobilità leggera si stia concretizzando sempre di più.


Intanto le amministrazioni locali stanno continuando a lavorare per realizzare i progetti per i 2.626 km di piste ciclabili previsti dai Piani Urbani per la Mobilità Sostenibile che si andranno a sommare ai 2.341 già esistenti nelle città italiane. Ecco i dettagli previsti nei PUMS: Palermo passerebbe dagli attuali 48 a 155 km di piste ciclabili; Firenze da 66,3 a 108,5; Pesaro da 100 a 180; Napoli da 21,3 a 184,3; Bologna da 248 a 969; Bari da 45,7 a 202,7; Milano da 220 a 406; Parma da 125,5 a 296 km.

Alcuni Comuni hanno dato un’accelerata ai lavori, ad esempio Milano sta portando avanti l’ambizioso progetto di collegare San Babila con Sesto San Giovanni, Torino ha in cantiere 90 km e Genova ha appena inaugurato la pista ciclabile da Boccadasse al centro.

Già realizzare questi 2.626 km di piste o corsie ciclabili sarebbe quindi un buon incentivo tenendo conto che i soldi sono già stati stanziati dalla legge di bilancio. A questa operazione si dovrebbe affiancare, secondo Legambiente, l’abbassamento dei prezzi dei servizi di sharing, prevedendo un servizio integrato di offerta e di abbonamento tra mezzi pubblici e sistemi di sharing, anche privati.


Insomma, ancora una volta ci adatteremo al cambiamento e forse la rivoluzione della micromobilità avverrà più velocemente del previsto.


Resilienza. In psicologia la capacità di reagire di fronte a traumi e difficoltà.


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