Lattuga potenziata: otto volte più vitamina C

Abbiamo già parlato più volte in passato della potenza dell’editing genetico reso possibile dalle metodologie CRISPR-Cas. A differenza delle tecniche di trasferimento genetico il CRISPR-Cas agisce sul patrimonio genetico esistente di un organismo, di solito sopprimendo o attivando l’azione di geni specifici. Da Israele ci viene un nuovo traguardo nell’applicazione di queste tecniche ai vegetali commestibili. La protagonista è la comune lattuga, che nelle normali varietà coltivate produce una varietà di sostanze utili, vitamina B e C, betacarotene, e altre ancora.



Le quantità contenute non sono però elevate, in pratica quelle sufficienti alla buona salute della pianta. Cosa si potrebbe fare agendo sui geni che regolano la produzione e l’accumulo di queste sostanze?

È quello che si è chiesta Yarin Livneh, studentessa candidata al PhD alla Facoltà di Agricoltura della Hebrew University di Gerusalemme nella sede distaccata di Rehovot. Sotto la supervisione del professor Alexander Vainstein, Yarin ha utilizzato un vettore virale (probabilmente il virus rattale del tabacco) per operare nel genoma della lattuga e riprogrammare i geni che regolano l’accumulo della vitamina C nella pianta. Il risultato è che la concentrazione della sostanza, vitale per la salute umana (ricordiamo che la sua mancanza provoca una malattia terribile come lo scorbuto), è aumentata di otto volte. In pratica, se con la lattuga in commercio sarebbe necessario mangiare 16 ciotole di lattuga per assumere la quantità di vitamina C consigliata, con la varietà potenziata ne sono sufficienti 2. Lo stesso risultato sarebbe forse stato possibile con innumerevoli generazioni di selezione tradizionale, ma senza alcuna garanzia.


Il risultato, su cui la studentessa sta scrivendo un paper scientifico in cui saranno contenuti molti più dettagli, è rilevante per tre ordini di motivi, due positivi e uno negativo: il livello di applicabilità pratica che il lavoro di editing genetico con CRISPR-Cas è arrivato in meno di dieci anni; il fatto che in Israele ricerche di questo livello sono seguite in prima persona da candidati PhD, il nostro dottorato di ricerca; il fatto che in Europa il risultato delle ricerche di questo tipo sono di fatto relegate a livello teorico, per il persistente divieto assoluto di utilizzo. Anche in Israele, dove la ricerca è libera, la commercializzazione di varietà vegetali editate è strettamente regolamentata, essenzialmente per il peso che il mercato dell’Unione Europea ha nell’esportazione dei prodotti agricoli ed orticoli israeliani. La popolazione israeliana in sé ha un atteggiamento estremamente favorevole all’editing genetico quindi la lattuga di Yarin potrebbe essere coltivata per consumo interno, o ovunque la vogliano, una volta superato l’ostacolo delle autorizzazioni. Ricordiamo che il primo vegetale editato con CRISPR-Cas, un pomodoro, ha ricevuto l’autorizzazione alla coltivazione e commercializzazione in Giappone poco meno di un anno fa.



Due parole infine sui protagonisti di questa innovazione: il prof. Vainstein è un luminare nel settore, detiene numerosi brevetti (per esempio quello sull’utilizzo del virus rattale per veicolare le “forbici” genetiche CRISPR-Cas), ed è noto per essere riuscito con un gruppo di altri ricercatori a far produrre al tabacco un principio attivo antimalarico, e più recentemente a trovare il modo, sempre con l’editing genetico, di potenziare la produzione di profumo nei fiori ornamentali (che ne producono meno in presenza di temperature elevate). Più a lungo termine, il prof. Vainstein si occupa di ricodifica genetica, un campo poco conosciuto ma potenzialmente disruptive su cui torneremo.


Yarin Livneh all’ultimo anno delle scuole medie (a 13 anni) si è iscritta e ha seguito i corsi a distanza delle Open University, conseguendo la laurea in Scienze della Vita a 19 anni. Durante il servizio militare è arrivata a coordinare un gruppo di nove specialisti in cyber security. Ha creato un corso di informatica per bambini svantaggiati, realizzando un corso di programmazione in linguaggio Python per il Programma Cyber Nazionale del suo Paese. Si è laureata in biologia molecolare, cum laude, all’Imperial College di Londra. Dal 2018 studia alla Hebrew University. Soprattutto sul suo Linkedin (Yarin Livneh | LinkedIn ) condivide il nostro motto gandhiano. "We must be the change we wish to see."


#MarcoComelli #agritech

 

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