La mobilità è un servizio, e la micromobilità?

La crisi dei trasporti pubblici in pandemia ha fatto emergere l’esigenza di un servizio tagliato sul singolo itinerario del singolo cittadino. Come può contribuire la micromobilità? Se ne parla a Next Generation Mobility, dal 18 al 20 maggio.


La crisi del trasporto collettivo non è visibile perché la quasi totalità in Italia è pubblica o parapubblica (convenzionata e sovvenzionata), ma diventa visibilissima se si guarda all’incapacità di conciliare esigenze sanitarie con offerta del servizio. In entrambi i casi il primo a soffrire è il cliente, che infatti fugge e se può, usa mezzi personali. A questo non si può reagire chiudendo le città, ma ottimizzando gli spostamenti: non tenere fermi i cittadini o peggio ignorare i limiti di capienza, ma far muovere le persone nel modo più ottimale possibile secondo i parametri che ognuno utilizza per pianificare il proprio itinerario.


Alcuni motori di ricerca hanno iniziato ad aggiungere, per esempio, alle opzioni di itinerario quella più “green”: queste soluzioni non sono mobilità come servizio, anche se ne sono un pezzo. Non è nemmeno Mobility as a Service un biglietto unico per l’accesso a diversi mezzi pubblici: anche quello è un pezzo che taglia fuori tutti i fornitori privati di servizi, dai taxi, ai servizi di sharing. Altro aspetto di MaaS è l’infomobilità. Tutto ciò è tecnologicamente fattibile, e lo sarà sempre di più con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale.


Il problema vero è di governo: quale ruolo per le amministrazioni locali, come utilizzare i dati dei clienti forniti dagli operatori senza danneggiare gli interessi legittimi di questi ultimi, come affrontare la privacy e, alla fine, chi paga? Tematiche tutt’altro che banali, che a Next Generation Mobility saranno affrontate a partire dalla sessione d’apertura chiamando a parlare alcuni dei protagonisti, tra cui Polis Network, la rete delle città europee, con Suzanne Hoadley, responsabile senior dei programmi Polis sulla MaaS, Massimo Ciuffini, Coordinatore dell’Osservatorio sulla Sharing Mobility, Daniela Ropolo, Head of Sustainable Development Initiatives di CNH Industrial, Danie Andrianarivo, Business Development Manager di Cityway.

La condivisione dei dati, dalle società di sharing alle amministrazioni pubbliche e ritorno ha un proprio panel dedicato, con Matteo Tanzilli, Presidente di Assosharing, Luca Cerimele, referente per i temi legati alla mobilità elettrica e mobilità innovativa dell’Assessorato alla Città in Movimento, Roma Capitale, e i rappresentanti di Torino, Milano e Genova.


Le esperienze del territorio sono presentate dalla Regione Piemonte e dalla Città Metropolitana di Torino, e rappresentate dai saluti di apertura dalla sindaca Chiara Appendino e dall’Assessore alla Mobilità del Comune Maria Lapietra.


La digitalizzazione del TPL, una componente fondamentale della MaaS, sarà discussa in un panel apposito composto da (ad oggi confermati) Claudio De Consoli, Responsabile marketing e vendite del Gruppo Torinese Trasporti, Giovanni Becattini, Amministratore Delegato di AEP Ticketing solutions, Federico Bosio, Business Development Manager Italy di Tranzer.


Infine, pochi considerano il settore del parcheggio una componente della mobilità come servizio, eppure è fondamentale per far decidere in un modo o nell’altro una scelta non solo modale ma anche di itinerario, non va infatti considerato solo nel punto di arrivo, ma anche in quelli di partenza e di transito. Su questo aspetto è incentrato il panel finale della sessione con Vezio Maggioni, Amministratore Delegato di Flowbird, da Andrea Scagni dell’Università degli Studi di Torino e da altre realtà dedicate a questo servizio.


E la micromobilità? Sarà protagonista di una sessione della seconda giornata. Come rientra nella MaaS è una delle questioni più dibattute, che si tratti di eBike o monopattini, in sharing o di proprietà. Se si parla di sharing, entrambe possono essere una soluzione da primo e ultimo miglio, garantendo la disponibilità numerica e la possibilità di prenotazioni o abbonamenti a garanzia di servizio. Questo al netto delle questioni atmosferiche e di abbigliamento (o bardatura) e agli altri paletti che la nuova legge in discussione in parlamento vuole introdurre, dal casco obbligatorio al divieto di circolazione dopo il tramonto. Se invece si parla di mezzi di proprietà, almeno per le eBike, si potrebbe pensare ad un incremento dei servizi di bici più treno, facendoli uscire dalla nicchia e dai limiti attuali legati al cicloturismo.

Tutti temi che riguardano la mobilità con le persone al centro, al loro servizio, per le loro esigenze, la tematica di fondo di Next Generation Mobility, la nuova manifestazione organizzata da Clickutility Team e da Studio Comelli, in programma in live streaming da Torino il 18, 19 e 20 maggio.


Next Generation Mobility nasce da una partnership consolidata: Clickutility Team, che da oltre 15 anni organizza convegni in ambito mobilità e smart city, e Studio Comelli, che da sempre si occupa di progettare contenuti di eventi e agende scientifiche e di media relations.

Maggiori informazioni sull’evento sul sito: www.ngmobility.it


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