Sanificare. Per il trasporto a temperatura controllata basta applicare il pacchetto igiene.

L’emergenza sanitaria ha creato un’enorme domanda di trattamenti antivirus sui luoghi e gli strumenti di lavoro. Già a marzo l’Istituto Superiore di Sanità aveva emesso linee guida provvisorie, poi rinforzate a metà maggio da indicazioni sui diversi metodi disponibili per la sanificazione delle superfici e degli indumenti.



La base è naturalmente la valutazione della persistenza del virus Sars-Cov-2 sulle superfici. Come riporta testualmente il rapporto dell’ISS del 15 maggio, “Sulle plastiche e l’acciaio inossidabile il virus può resistere fino a 72 ore, anche se la carica infettiva sui suddetti materiali si dimezza dopo circa 6 ore e 7 ore, rispettivamente (…) Un recente studio ha valutato la stabilità del virus SARS-CoV-2 a differenti temperature, dimostrando che il virus risulta altamente stabile a 4°C, ma sensibile al calore”. Questi dati sono particolarmente rilevanti per il trasporto a temperatura controllata, dove nei vani di carico la temperatura operativa è nella maggior parte dei casi tenuta a 4 centigradi o più bassa. Eppure non esiste un protocollo ufficiale per la sanificazione da Sars-Cov-2 dei vani carico ATP. Il documenti ISS di marzo tratta per esempio della produzione e della commercializzazione di alimenti, saltando la fase del trasporto. Gli operatori si rifanno alle indicazioni del Pacchetto Igiene del 2006. Semplicemente, secondo le dichiarazione rilasciate da aziende ed associazioni, aumentandone la frequenza a una volta per ogni ciclo di consegna. Incidentalmente, si tratta delle stesse procedure previste dalle norme HCCP.

Nella totalità dei casi noti, i vani di carico vengono sterilizzati, dopo essere stati puliti e arieggiati, con l’applicazione di soluzioni alcoliche al 70%, oppure di soluzione clorate con almeno l’1% di cloro. Le soluzioni alcoliche sono consigliate, per esempio dall’Ordine dei Tecnologi Alimentari, perché possono essere nebulizzare e non richiedono il risciacquo. Niente di trascendentale, come si vede. Speriamo che la rafforzata attenzione per l’igiene resti anche dopo l’emergenza.


Contributo di Marco Comelli per il Bollettino OITA di giugno.

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