Robotica e post Covid-19: molti futuri possibili

Alcuni diffusori di banalità hanno minimizzato le nuove tecnologie della produzione e della logistica, dai droni ai veicoli autonomi, dai robot mobili sino alla trazione elettrica (la bestia nera), proclamando che durante il lockdown non sono servite a nulla, e che i veri salvatori sono stati i camion diesel e gli autisti. Un po’ come dire nel pieno di un ingorgo oggi che le auto volanti non servono a nulla, perché guarda, non se ne vede nemmeno una! Dall’altra parte, sono ripartiti anche sui quotidiani economici gli articoli allarmati sulla sostituzione dei lavoratori umani con i robot a causa del Covid-19. Date un’occhiata al fattorino che vi porta la spesa, domani, magari assomiglia a R2D2.



Ciò che sta invece succedendo è che l’esperienza del lockdown riporta in grande evidenza alcune soluzioni tecnologiche fino ad oggi teoriche. E spesso tutto questo non ha a che fare con le misure di distanziamento post-emergenza sanitaria, o almeno non solo. Prendiamo la rinascita d’interesse verso i veicoli autonomi. L’ultima notizia è che Amazon è in trattative avanzate per rilevare l’intero pacchetto azionario di Zoox, una start-up californiana che ha raccolto 500 milioni di dollari del venture capital (che facendo le proporzioni ne fa un triplo unicorno, valendo 3,2 miliardi). Obiettivo di Zoox sono veicoli elettrici leggeri (taxi e furgoni) con autonomia Categoria 5, quindi in grado di rispondere ad una chiamata e recarsi presso una destinazione, caricare passeggeri o merci e andare ad un’altra destinazione, senza nessun intervento umano. L’accordo potrebbe ancora non arrivare a conclusione, ma segnala un forte interesse da parte di Jeff Bezos. D’altra parte Amazon ha già investito nel 2019 in Aurora Innovation, un’altra start-up che è una specie di supergruppo rock del settore, essendo stata fondata da ex-Uber, Google e Tesla.


Il raddoppio della posta su queste tecnologie da parte del gigante dell’e-commerce segnala forte interesse. D’altra parte durante il lockdown il problema più grosso incontrato dal settore logistico è stata la carenza di autisti e conseguente superlavoro. Inoltre, come categoria quella dei driver di mezzi industriali e commerciali è caratterizzata da invecchiamento e poco ricambio. Bezos probabilmente punta a inserire veicoli automi nei servizi più semplici, come le consegne di parcel in ambito extraurbano. Sperimentazioni erano in corso in molti Paesi pre-Covid, e attualmente sono già riprese in Cina.


Già a metà marzo la startup cinese Neolix aveva sperimentato un boom di ordini per i suoi furgoncini autonomi, da giganti dell’e-commerce come Alibaba e Jd.com, ma anche per sanificare le strade. Sembra che il governo cinese per stimolare l’economia voglia distribuire un contributo del 60% del prezzo di veicoli autonomi come quello di Neolix, che ora si aspetta di vendere 1.000 macchine quest’anno e si è assicurato un finanziamento da quasi 30 milioni di dollari per potenziare la produzione.

Le iniziative cinesi non si limitano alla madrepatria. A Irvine, in California, la start-up Pony.ai ha chiuso ad aprile un accordo con la piattaforma di e-commerce Yamibuy per realizzare un servizio di consegna ultimo miglio di prodotti grocery contactless (il cliente prende da solo il proprio pacco). E da noi? Ci sarebbe il robottino Yape di e-Novia, ma a parte un paio di webinar e l’accordo con Just Eat (che peraltro lavora anche con l’americana Starship Technology) annunciato in Spagna a fine febbraio, qui pre-lockdown, tutto tace.


I droni? Proseguono la loro strada, che è più regolamentare che tecnologica. Negli Stati Uniti si è avuta notizia di veri e propri servizi semi-operativi per la consegna di farmaci a comunità isolate e in quarantena. Senza la quarantena, ma con l’isolamento, è questo anche il settore di consegne che Google e Amazon sperimentano dal 2018, negli USA ed in Finlandia. Se son droni, voleranno.

Infine, la robotica mobile antropomorfa o semiantropomorfa nella logistica e nella ristorazione. I robot che preparano la pizza, i panini e i cocktail sono già una realtà da diverso tempo. Riusciranno ad approfittare delle regole sul distanziamento? Oppure semplicemente per diffondersi dovranno dimostrare di poter competere per qualità e costi con cuochi e camerieri umani? Torneremo sull’argomento.


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